Tracce di trovatori nella musica pop (seconda parte): Tom Zé

Eu Tô te explicando
Prá te confundir
Eu Tô te confundindo
Prá te esclarecer
(Tom Zé, )

 

Figura unica della scena musicale brasiliana, Tom Zé (nato a Irará nel 1936) si è da tempo affermato come il più originale tra i cantautori usciti dal movimento tropicalista del 1968. Elementi centrali della sua parabola artistica –ripercorsa nella bella biografia di Pietro Scaramuzzo Tom Zé: l’ultimo tropicalista (Torino, Add Editore, 2019)– sono certamente la sua peculiare formazione musicale e la sua “riscoperta” da parte di David Byrne nel 1990.

Continua a leggere “Tracce di trovatori nella musica pop (seconda parte): Tom Zé”

Tracce di trovatori nella musica pop (prima parte): Julia Holter

Language is such a play (J. Holter, Silhouette)

Talentuosa musicista losangelina classe 1984, Julia Holter ha all’attivo 6 album, cui vanno aggiunti una colonna sonora e una versione live in studio di alcune sue canzoni già pubblicate in precedenza. Al di là delle diverse declinazioni che il suo ispirato avant-pop ha assunto nel corso della sua carriera, una delle caratteristiche ricorrenti dei suoi lavori sono i riferimenti letterari da cui hanno spesso tratto ispirazione. Continua a leggere “Tracce di trovatori nella musica pop (prima parte): Julia Holter”

Psicomagia (e violenza) di gruppo

L’appuntamento è per le 10:30: è una grigia domenica di metà novembre. Quando avevo ricevuto l’invito, ormai due mesi prima, avevo dato subito il mio assenso. Era stata una scelta abbastanza impulsiva, frutto di un misto di curiosità e desiderio di mettere alla prova la mia diffidenza.Continua a leggere “Psicomagia (e violenza) di gruppo”

«Cosa hai bisogno?»: osservazioni sull’italiano regionale parlato a Tortona (AL)

Quando alcuni anni fa la mia compagna, conosciuta da pochi giorni, mi domandò al telefono «Lì com’è?», la mia risposta dovette sembrarle un po’ bizzarra: «Mah, qui è un po’ nuvoloso» ricordo che le dissi con voce incerta. Il fatto che io non avessi colto pienamente il senso del suo quesito non dipendeva dall’imbambolamento provocato dall’incipiente innamoramento: più semplicemente lei, tortonese, aveva adoperato una costruzione che, se risulta perfettamente familiare ad un abitante della provincia di Alessandria (ma non solo), era per me, originario della provincia di Modena, del tutto inedita.Continua a leggere “«Cosa hai bisogno?»: osservazioni sull’italiano regionale parlato a Tortona (AL)”