Quer Pasticciaccio di Cabiria: tra Gadda e Fellini (con Dell’Arco e Pasolini)

C’è una profonda scissione, nel nostro mondo culturale, tra la critica letteraria e la critica cinematografica. […] L’informazione lettera­ria e quella cinematografica sono come due fiumi che scorrono paralleli, e non confluiscono mai: quasi che in Italia ci fossero due culture, due storie. […] Il rimedio a questa assurda coesistenza? È uno solo, e consisteContinua a leggere “Quer Pasticciaccio di Cabiria: tra Gadda e Fellini (con Dell’Arco e Pasolini)”

ARBASINO a VOGHERA: seconda parte

Qui la prima parte 6.Eppure la nostra minuscola città aveva una sua fisionomia, una dignità sua propria di belle semplici case antiche dai curvi balconi di ferro, di calme vie lastricate, di nobili torri da cui a sera sciamavano le rondini a intrecciare le loro grida sulle piazze aperte. Sorgeva il Duomo su una diContinua a leggere “ARBASINO a VOGHERA: seconda parte”

ARBASINO a VOGHERA: prima parte

Spesso il male di vivere incontravo A Voghera, ma non lo salutavo (A. Arbasino) 0.Questa città ci si restringe addosso, come un abito di tessuto cattivo. È giusto chiamarla una città di sergenti, ricordare che non è mai stata più di una guarnigione sul confine tra il Piemonte e Milano, e che non è maiContinua a leggere “ARBASINO a VOGHERA: prima parte”

Stanza 315: Lynch likes Fellini

«Il cinema esiste perché possiamo andarci e sperimentare cose che nella vita reale sarebbero alquanto pericolose o strane. Possiamo entrare in una stanza e ritrovarci dentro un sogno» (David Lynch)[1] «I want a dream when I go to a film. I see 8 ½ and it makes me dream for a month afterward» (David Lynch)[2]   1. Sono le 11:30 del 24 febbraio quando l’agenteContinua a leggere “Stanza 315: Lynch likes Fellini”

“IL CARCERE È UNO SPECCHIO”: BREVE ANTOLOGIA ABOLIZIONISTA

La condizione carceraria riguarda coloro che stanno dentro ma come problema di civiltà è prima di tutto un problema di chi sta fuori (Gustavo Zagrebelsky) This too I know ­­– and wise it were If each could know the same­ – That every prison that men build Is built with bricks of shame, And bound withContinua a leggere ““IL CARCERE È UNO SPECCHIO”: BREVE ANTOLOGIA ABOLIZIONISTA”

IPERCONNESSI: DISTANZIAMENTO SOCIALE e CRITICITÀ MEDIATICHE

Il distanziamento sociale che una parte consistente dell’umanità sta conoscendo a causa della pandemia da Covid-19 non solo ha cambiato rapidamente le nostre abitudini ma ha aperto scenari più o meno probabili sul futuro prossimo delle società umane. E naturalmente tali scenari hanno a che fare con l’uso delle tecnologie digitali: se già da anni ­–almenoContinua a leggere “IPERCONNESSI: DISTANZIAMENTO SOCIALE e CRITICITÀ MEDIATICHE”

Depressione e tabù (in memoria di una vita)

Com’è potuto diventare tollerabile che così tante persone, e in particolare così tante persone giovani, siano malate? La «piaga della malattia mentale» che affligge le società capitaliste lascia intendere che, anziché essere l’unico sistema che funziona, il capitalismo sia innatamente disfunzionale (Mark Fisher, Realismo capitalista) 1. La depressione è ancora un tabù nella nostra società? SeContinua a leggere “Depressione e tabù (in memoria di una vita)”

Tracce di trovatori nella musica pop (seconda parte): Tom Zé

Figura unica della scena musicale brasiliana, Tom Zé (nato a Irará nel 1936) si è da tempo affermato come il più originale tra i cantautori usciti dal movimento tropicalista del 1968. Elementi centrali della sua parabola artistica –ripercorsa nella bella biografia di Pietro Scaramuzzo Tom Zé: l’ultimo tropicalista (Torino, Add Editore, 2019)– sono certamente la sua peculiareContinua a leggere “Tracce di trovatori nella musica pop (seconda parte): Tom Zé”